Durante BIT 2018  è stato presentato il Rapporto sul Turismo Italiano 2016/2017 giunto alla sua XXI edizione, all’interno del quale è contenuto per la prima volta un focus sul sistema immobiliare. 

"Il focus sul Real Estate – ha deto Emilio Valdameri, Head of Hospitality di World Capital, che ne ha curato la realizzazione - mette in evidenza le dinamiche del settore ricettivo analizzandone le tendenze secondo la logica degli investitori in immobili, sempre alla ricerca di nuove opportunità. Uno dei primi parametri che ho valutato per verificare lo stato di salute del sistema è stato lo IOL (Indice di occupazione dei letti) che nel 2017, rispetto all’anno precedente, ha registrato un aumento del 2,3%, confermando la crescita iniziata nel 2014, dopo che dal 2001 in poi si era ridotto del 10%. Con questo trend di crescita nel 2020, finalmente, il sistema ricettivo Italiano tornerà ai livelli del 2001, l’anno record del turismo Italiano in assoluto. In questo periodo l’oscillazione dei prezzi è stata molto rilevante a causa della volatilità della domanda, “emotivamente” sensibile ad eventi esogeni come il terrorismo e le catastrofi naturali, ed “oggettivamente” influenzata da fattori endogeni come lo sviluppo dei viaggi aerei low-cost, dalle piattaforme di prenotazione “on line”, come Booking.com, e dall’esplosione dei giudizi sui social network.”

Scorrendo il Rapporto emerge che il risultato conseguito dal turismo Italiano nel 2017 è stato eccellente. Il significativo aumento del 5,9% delle presenze (proiezione su base dati ISTAT fino ad Ottobre ’17 e stime Federalberghi e CNA per il periodo Natale/Capodanno), conferma che la ripresa del turismo in Italia è ormai ampiamente consolidata, sia per quanto concerne la domanda estera che quella interna. Ciò avrà ovviamente importanti ripercussioni anche sul comparto alberghiero e quello extra-alberghiero (case per vacanza, affitti brevi, campeggi, ostelli, B&B, ecc.). Dai dati presentati emerge che a dominare in valore assoluto sono sempre i turismi nelle città d’arte, grandi e piccole (26% degli arrivi), e nelle località marine (30% delle presenze), ma a crescere di più sono le mete lago (+6,8) e collina (+4,2%).

Tutte queste destinazioni hanno registrato negli ultimi 10 anni un tasso di crescita costante a conferma che i nostri migliori “asset” turistici restano la Cultura e la Natura. In netta ripresa anche la montagna invernale, che registra per il secondo anno consecutivo un deciso recupero, dopo anni di calo. Dal 2001 al 2017 a registrare i migliori tassi di occupazione sono stati gli alberghi a 4 stelle e le RTA (Residenze Turistiche Alberghiere),  mentre a riscontrare il maggior aumento di prezzi sono stati gli alberghi di lusso, che pur avendo sofferto come occupazione media, hanno retto sul fronte ricavi meglio degli altri alberghi di categoria inferiore. Un secondo parametro analizzato è stato l’indice di salute del patrimonio ricettivo, in decisa evoluzione per restare al passo con la domanda internazionale; migliora nettamente la qualità complessiva degli alberghi Italiani.

Negli ultimi 15 anni il mix del sistema ricettivo nazionale si è modificato in meglio; i posti letto negli alberghi di categoria superiore sono più che raddoppiati (450 mila, +112%), mentre quelli di categoria inferiore sono dimezzai (-240 mila, -94%) con un saldo in crescita di oltre 200 mila posti letto, tutti di qualità, che hanno interessato circa il 50% dell’offerta di gamma alta. Anche il settore extra-alberghiero è decisamente migliorato; sempre negli ultimi 15 anni sono nate oltre 10.000 strutture agrituristiche, tutte ovviamente frutto del recupero di immobili di aziende agricole, e sono stati recuperati o ristrutturati almeno 250 mila appartamenti da proporre al mercato per affitti brevi.

 

Info : http://www.worldcapital.it/