La Milano del turismo cresce a ritmi sostenuti. Eppure non riesce ancora a raggiungere i livelli di altre città europee come Barcellona, Francoforte, Lione e Manchester. Soprattutto in termini di occupazione media delle camere di hotel. A impedire alle potenzialità del capoluogo lombardo di esprimersi pienamente, non è tanto la mancanza di attrattività o una carenza reputazionale, quanto sistemi di governance non ancora all’altezza delle migliori pratiche del Vecchio continente.  È quanto emerge da uno studio comparativo promosso dall’Associazione albergatori di Confcommercio Milano (Apam) e realizzato dal master in hospitality and tourism management dello Iulm.

Negli ultimi anni l’area metropolitana meneghina, racconta la ricerca presentata recentemente all’evento Destinazione Milano dalla direttrice del master, Manuela De Carlo, ha registrato un costante aumento dei flussi turistici (+38% degli arrivi e +36% delle presenze nel periodo 2006-2016), con una sostanziale tenuta nel post-Expo. In tale contesto, è proprio Milano città a rappresentare il motore turistico dell’area, grazie soprattutto alla crescente capacità di attrazione di turisti internazionali (+64% dal 2008 al 2016). Ma anche il livello qualitativo dei flussi è elevato: il 59% dei visitatori sceglie infatti alberghi a 4 e 5 stelle, mentre la spesa media giornaliera pro-capite degli ospiti stranieri nell’area metropolitana è, dopo Roma, la più elevata tra le destinazioni italiane (212 euro).

D’altronde, nell’ultimo decennio, Milano è stata protagonista di investimenti importanti nell’ambito della propria offerta ricettiva. E ciò sia in termini di volumi (+10% delle camere in città), sia nella qualità dei servizi (le stanze in hotel a 4 e 5 stelle sono passate dal rappresentare il 55% del totale nel 2006 al 63% a fine 2016).  Infine, un aspetto centrale dello sviluppo della destinazione è rappresentato dall’accessibilità: i dati del primo semestre 2017 mostrano un +15% dei passeggeri negli scali di Linate e Malpensa. Un incremento che si inserisce in un trend di 30 mesi di crescita continuativa. Il potenziamento dei trasporti pubblici e lo sviluppo di servizi di car e bike sharing ha parallelamente migliorato la mobilità urbana.

Ciononostante i dati sull’occupazione alberghiera segnalano che Milano deve ancora migliorare rispetto alle destinazioni concorrenti. Nel 2016 la città meneghina ha infatti registrato tassi di riempimenti medi degli hotel più bassi del competitive set analizzato: il 65%, contro l’80% di Manchester, il 77% di Barcellona, il 70% di Francoforte e il 67% di Lione. Un gap ancora più significativo si riscontra però nella stagionalità dei flussi turistici: ad agosto 2017, l’occupazione alberghiera a Milano, pur in crescita rispetto agli anni precedenti, è stata del 52%. Era dell’87% a Barcellona, del 76% a Manchester, del 66% a Francoforte e del 59% a Lione.

Ma se attrattività e reputazione non sono al centro della questione, dove trovare la spiegazione di tale discrepanza? I sistemi di governance turistica delle quattro destinazioni internazionali, sottolinea sempre lo studio Iulm, pur nella diversità dei modelli adottati, si caratterizzano per alcuni tratti comuni: sono centrati sull’area metropolitana ma realizzano al contempo un coordinamento efficace con il livello regionale e nazionale. Presentano modelli di finanziamento basati su un mix sostenibile di risorse pubbliche e private, generate anche dalla gestione diretta di attività turistiche. Promuovono infine il coinvolgimento delle imprese e sono pienamente integrati con la governance della città.

La definizione delle proposte turistiche dei centri analizzati si muove inoltre lungo due direttrici coerenti e complementari: da un lato la capacità di valorizzare alcuni temi forti su cui la destinazione gode di una buona reputazione internazionale (per esempio lo shopping e l’enogastronomia per Lione, lo sport per Manchester…).  Dall’altro lo sviluppo di itinerari che si estendono oltre i confini urbani, in territori scarsamente valorizzati ma che permettono un ulteriore arricchimento dell’offerta e un allungamento della permanenza media, favorendo in questo modo la destagionalizzazione e la decongestione dei flussi turistici.

«In entrambe le direzioni», è la conclusione del presidente Apam, Maurizio Naro, «Milano ha già iniziato a muoversi. Può però trarre dai casi analizzati una serie di indicazioni utili. Il sistema dell’ospitalità è un elemento centrale per la competitività del nostro territorio nel medio-lungo termine. Occorre quindi una governance sempre più efficace, che consideri il turismo un driver primario di sviluppo urbano. È questo il traguardo a cui dobbiamo cercare di tendere lavorando tutti insieme. Come Apam, noi chiediamo in particolare regole uguali all’interno dello stesso mercato, per evitare che la lotta al prezzo più basso porti al crollo della redditività delle imprese. La conseguenza, altrimenti, è che le stesse aziende non avranno più le risorse per rinnovarsi ed essere competitive».

 

Il Panel della tavola rotonda


Mauro Parolini
, Assessore Sviluppo Economico di Regione Lombardia
Roberta Guaineri, Assessore Turismo Sport e Qualità della vita del Comune di Milano
Manuela De Carlo, Direttore Master in Hospitality and Tourism Management Università IULM
Manel Casals, Direttore Generale Gremi d’Hotels de Barcelona
Lucie Cordier, Chargèe de mission Tourisme – GRANDLYON la mètropole
Maurizio Naro Presidente APAM, Associazione Albergatori Milano Lodi Monza e Brianza
           
Moderatore: Prof. Claudio Visentin, Fondatore della  Scuola del viaggio e docente presso  Università della Svizzera italiana

 

L’evento è stato promosso da:   

APAM Associazione Albergatori Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza

IULM Libera università di lingue e comunicazione


Con il contributo di:

Promo.Ter Unione - Ente per la Promozione e lo Sviluppo del Commercio del Turismo
dei Servizi e delle Professioni


Un ringraziamento a:
Simmons, Hpoint, Repower, Orio Team, Cartemani Hagleitner Group

 

Per info:

albergatori@unione.milano.it