Castelbrando è uno dei più grandi castelli d’Europa e dei più riusciti esempi di riqualificazione del nostro patrimonio storico artistico. Lo raggiungo con la funicolare panoramica. Intorno 50 ettari di parco.
Rompo il ghiaccio con il maniero e i suoi 2000 anni di storia conoscendo il Sansovino, il ristorante. È ora di cena. Sono scappata dall’ufficio e in un paio d’ore eccomi qui insieme a un gruppo di amici. Abbiamo organizzato una rimpatriata per i nostri quaranta. Massimo che si è sposato con una trevigiana e ora vive qui ci ha coinvolti in questa gita tra presente, passato e amarcord di giovani di una volta. Abbiamo scelto di regalarci una delle tante opzioni di soggiorno che il cinque stelle riserva.
Il Sansovino si trova nella parte settecentesca della struttura e più che un ristorante mi sembra un sontuoso salone delle feste.
E sì sono nell’ala più “moderna” della struttura quella dove si trovano la maggior parte delle 80 stanze.
Max dice che comunque la parte più bella è quella più antica, del cinquecento, sarà perché ha frequentato più di me questo hotel ma io non me la sento di far classifiche: mi sembra quasi irrispettoso nei confronti del castello in quanto tale.
Anche perché non è semplicemente un cinque stelle ma un vero viaggio nella storia che si sviluppa in un avvicendarsi di sale e saloni.
Ad ogni modo l’amico ha ragione di una cosa: quest’ala ha un fascino incredibile. Così come la Principessa Gaia Spa dove noi donnine della comitiva di rintaniamo per un pomeriggio di relax en rose. Sembra di stare in un tipico bagno romano.
Il benessere à la carte in versione daily spa. Lo abbiamo prenotato per tempo come extra ma ne valeva la pena. Noi single abbiamo scelto il percorso Ottavia. Ci piaceva l’’idea del gommage corpo Mojito. Marco e Vera invece che si sono sposati da poco hanno scelto sempre il gommage corpo ma per due in versione Otello e Desdemona con tanto di calici di prosecco. Max e Nadia che la fede al dito ce l’hanno invece da qualche tempo, non hanno voluto invece far pesare ai noi single la nostra singletudine. Misteri dell’amour. Lei è stata con noi donne. Lui a nanna nella Royal Suite.
Serata eclettica alla Fucina. Prima tour culturale per le aree museali della dimora perché, come ha detto il nostro guru, se vai in un castello devi anche sapere qualcosa della sua storia. Mica possiamo essere dei beoni ignoranti.
L’indomani mattina tutti a casa. Tranne Max e consorte ovviamente. Sigh. Per quel che mi riguarda però quest’ esperienza mi è servita.
Bilancio del fine settimana appena trascorso:
Non sapevo dove fosse Cison Valmarino. Ho conosciuto un cinque stelle incantato. Mi sono persa un ape al Donatello. Da farsi assolutamente alla prossima occasione…